L’OPPOSIZIONE DIMENTICA QUALCOSA

L’OPPOSIZIONE DIMENTICA QUALCOSA

L’on. Martella (DS), nel suo intervento nella seduta della Commissione Cultura della Camera del 30.9.04 (v. resoconto qui riportato), ha sostenuto che tra i “molteplici aspetti dubbi e controversi” del DDL vi è come “più grave, l’assenza di un’adeguata copertura finanziaria”. Anche la CRUI fa questa valutazione. Una valutazione che potrebbe però prestarsi ad una ‘lettura’ del tipo: “se ci fossero i soldi, invece, il DDL sarebbe accettabile”. La verità è che TUTTI i contenuti del DDL sono gravissimi e tra essi “più gravissimi” sono:

  1. la messa ad esaurimento dei ricercatori e la NON previsione della trasformazione del loro ruolo in terza fascia di professore;

  2. il nuovo precariato e il NON bando nei prossimi anni di almeno 20.000 nella terza fascia;

  3. il sostanziale mantenimento degli attuali concorsi locali, anziché la previsione di una netta distinzione tra reclutamento (con concorsi nazionali) e le promozioni attraverso idoneità nazionali senza l’ulteriore chiamata della Facoltà.

Queste tre questioni NON sono richiamate negli interventi dei Deputati dell’Opposizione

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VII Commissione – Resoconto di giovedì 30 settembre 2004

SEDE REFERENTE

Giovedì 30 settembre 2004. – Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO, indi del vicepresidente Guglielmo ROSITANI. – Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti.

Stato giuridico dei docenti universitari.
C. 4735 Governo, C. 743 Angela Napoli, C. 772 Angela Napoli, C. 778 Angela Napoli, C. 980 Gazzara, C. 1144 Migliori, C. 1280 Angela Napoli, C. 1337 Caminiti, C. 1363 Angela Napoli, C. 1751 Angela Napoli, C. 1979 Mario Pepe, C. 2018 Ranieli, C. 2087 Mario Pepe, C. 2469 Titti De Simone, C. 2612 Santulli, C. 2647 Dorina Bianchi, C. 3022 Grignaffini, C. 3246 Mario Pepe, C. 3277 Carrara, C. 3625 Gazzara, C. 3626 Gazzara, C. 3747 Lucchese, C. 3762 Capitelli, C. 3815 Losurdo, C. 3899 Martella, C. 4260 Ercole, C. 4545 Santulli, C. 4762 Santulli e petizione n. 576.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, il 30 luglio 2004.

Ferdinando ADORNATO, presidente, avverte che è pervenuto il parere del Comitato per la legislazione, che reca due osservazioni, il nulla osta delle Commissioni II Giustizia, IV Difesa e VI Finanze, i pareri favorevoli delle Commissioni I Affari costituzionali e XIV Politiche dell’Unione europea, il parere favorevole con osservazione della XII Commissione Affari sociali e il parere favorevole con condizioni della XI Commissione Lavoro.
Non è invece ancora pervenuto il parere della V Commissione Bilancio. La Commissione non può pertanto procedere alla programmata conclusione dell’esame in sede referente.

Andrea MARTELLA (DS-U), nel ribadire il suo giudizio di assoluta contrarietà nei confronti del provvedimento in esame, ritenendolo inefficace e inadeguato a risolvere i problemi che investono le istituzioni universitarie italiane, invita la Commissione a riflettere sull’opportunità di non procedere all’ulteriore esame del medesimo, sospendendo il relativo iter parlamentare ed evitando in tal modo il varo di una riforma così vivamente avversata dai soggetti interessati. Ne è testimonianza la protesta in atto da mesi negli atenei italiani, nonché i giudizi di inadeguatezza espressi in più occasioni pubbliche da parte dei rappresentanti delle istituzioni e di coloro che operano all’interno delle istituzioni universitarie. Invita quindi ad un approfondimento di tali aspetti, ritenendo fondamentale pervenire alla definizione di un testo che sia condiviso, essendo destinato a coinvolgere e ad avere ricadute su un settore di preminente rilievo nello scenario culturale nazionale.
Pur evidenziando la necessità di dar vita ad un’organica riforma dello stato giuridico della docenza universitaria, ritiene che l’intervento prefigurato nel disegno di legge in titolo sia insoddisfacente e connotato da molteplici aspetti dubbi e controversi, quali l’abolizione della distinzione tra il tempo pieno e il tempo definito, la mancanza di una compiuta individuazione dei diritti e dei doveri dei professori e della necessaria integrazione tra la didattica e la ricerca, nonché, quel che è più grave, l’assenza di un’adeguata copertura finanziaria.
Formula quindi l’auspicio che la Commissione rifletta debitamente su tali profili problematici e deliberi di riprendere dall’inizio l’esame della materia, per giungere all’elaborazione di un testo che, senza ricorrere allo strumento della delega al Governo, sia realmente in grado di garantire una compiuta ed organica riforma dello stato giuridico della docenza universitaria.

Ferdinando ADORNATO, presidente, osserva che, dal punto di vista procedurale, la richiesta del deputato Martella non può essere accolta in mancanza di una proposta del relatore in tal senso, proposta che dovrebbe peraltro risultare condivisa dalla maggioranza della Commissione.

Titti DE SIMONE (RC), nell’associarsi ai rilievi critici espressi dal deputato Martella in ordine al provvedimento in titolo, invita con forza la Commissione a riflettere, alla luce della dilagante protesta in atto nelle istituzioni universitarie italiane, sull’opportunità di avviare finalmente un aperto e reale confronto con tutti i rappresentanti del mondo universitario, al fine di giungere all’elaborazione di un testo che sia ampiamente condiviso e che risponda realmente alle esigenze dei soggetti interessati.

Franca BIMBI (MARGH-U) dichiara di condividere quanto osservato dai deputati Martella e Titti De Simone, reputando inaccettabili e inadeguate le previsioni normative recate dal testo in titolo, privo peraltro di una adeguata copertura finanziaria. Grave è altresì, a suo avviso, il permanere del blocco dei concorsi già banditi, con inevitabili conseguenze negative anche sul piano del contenzioso amministrativo e giudiziario, come testimoniato dai molteplici ricorsi esperiti dai soggetti interessati.
Nella consapevolezza che non solo i deputati dell’opposizione, ma anche esponenti della maggioranza sono sensibili alle tematiche complesse sottese al provvedimento in esame, invita la Commissione a riservare la massima attenzione e a riflettere debitamente sulle potenziali ripercussioni negative che potrebbero seguire all’approvazione del medesimo e ad instaurare un clima di fattiva collaborazione al fine di giungere all’elaborazione di un testo realmente adeguato a porre soluzione alle problematiche che da anni investono le istituzioni universitarie nazionali.

Ernesto MAGGI (AN) intende rimarcare lo spirito altamente innovativo che anima il disegno di legge in esame, le cui previsioni sono destinate ad apportare novità di sostanziale rilievo all’interno delle università, contribuendo a rompere le gerarchie consolidate e a porre un freno al deprecabile fenomeno del nepotismo imperante nelle medesime.
Ciò non toglie che rimangano problemi non adeguatamente affrontati. In tal senso, considera anch’egli fondamentale porre una tempestiva e sollecita soluzione alla problematica concernente la mancata assunzione dei vincitori dei concorsi espletati in passato, stante la necessità di garantire una tutela adeguata di tali giovani e il loro inserimento nel mondo del lavoro.
Formula infine l’auspicio che la prossima manovra di finanza pubblica preveda opportuni finanziamenti del settore universitario, al fine di un incremento della dotazione organica e di un congruo potenziamento della ricerca, condizioni a suo avviso pregiudiziali per un effettivo miglioramento della qualità del sistema universitario nazionale.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nel ribadire quanto precedentemente affermato in risposta alla richiesta del deputato Martella, aggiunge che, a suo avviso, non vi sono le condizioni né le motivazioni sostanziali per «riaprire» l’intera procedura di esame del provvedimento, che potrà in ogni caso essere modificato nel corso della sua futura discussione in Assemblea.
Rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

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